You are here : Testi
Repository di testi Riduci

Bianchi - La Chiesa precaria

Noi cristiani purtroppo abbiamo rimosso la precarietà, soprattutto quando pensiamo alla chiesa e alle realtà spirituali da noi intraprese. Ci sentiamo garantiti dalla parola di Gesù: «Non praevalebunt» (Mt 16,18), interpretandola in modo illegittimo. Gesù infatti non toglieva la precarietà alla comunità cristiana, ma assicurava solo che l’inferno non avrebbe avuto l’ultima parola sulla chiesa di Dio. Ma noi sappiamo dalla storia che le comunità cristiane, anche quelle che sembravano grandi, salde, forti, influenti e potenti, a un certo punto si sono mostrate talmente precarie da essere cancellate. Sì, per molti secoli almeno qui in Europa la chiesa, la chiesa cattolica innanzitutto, è sembrata potente e piena di garanzie, ma oggi ecco i cristiani ridotti a minoranza in un mondo indifferente; e in questa chiesa le comunità cristiane, comprese quelle religiose, finiscono sempre più per riconoscersi fragili, deboli, precarie… Ma in verità questa è la situazione normale dei cristiani nel mondo: anormale era, se mai, la cristianità da Costantino fino ai tempi moderni! Gesù aveva indicato i discepoli come sale, luce, città posta sopra un monte (cf. Mt 5,13-16), aveva letto la dinamica del Regno come quella del lievito nella pasta (cf. Mt 13,33) e aveva chiamato la sua comunità «piccolo gregge». (continua - fai il download dell'intero testo)


File size 40 K
Date ven 07/09/2010 @ 06.13
DOWNLOAD

Erri De Luca - L'uomo senza donna

Un uomo che non frequenta donne dimentica che hanno di superiore la volontà. Un uomo non arriva a volere quanto una donna, si distrae, s'interrompe, una donna no. Davanti a lei si trovava incalzato. Se era un guardacaccia se la sbrigava. Ma una donna è quel filo di ragno steso in un passaggio, che si attacca ai panni e si fa portare. Gli aveva messo addosso i suoi pensieri e non se li scrollava.
Un uomo che non frequenta donne è un uomo senza. Non è un uomo e basta, nient'altro da aggiungere. E' un uomo senza. Può dimenticarselo, ma quando si ritrova davanti, lo sa di nuovo. "Ci penserò". Era vero, pensava alla donna, alla sua volontà di cavargli una storia, a lui che all'osteria stava a sentire quelle degli altri e alla domanda "E tu?" rispondeva alzando il bicchiere alla salute dei presenti, per inghiottire la risposta. Se insistevano, tirava di tasca la sua armonica a bocca e ci soffiava dentro la musica. Non poteva aggiungere la sua storia alle loro. Di ogni cosa narrata dagli altri, lui aveva fatto peggio. Rischi, disavventure, spietatezze, dai racconti degli altri sapeva di essere il peggiore. Alla donna non poteva rispondere col fiato nell'armonica. Ci pensava.
A sessantanni il suo corpo era accordato bene, compatto come un pugno. E la donna com'era? Come la mano aperta al gioco della morra cinese, la mano che vince perché si fa carta intorno al sasso e lo avvolge. La donna era la carta in cui finiva chiusa la sua storia. (continua - fai il download dell'intero testo)


File size 40 K
Date ven 07/09/2010 @ 06.04
DOWNLOAD

Eloisa - La qualità del femminile nella Chiesa

Ciò che oggi per disgrazia ci manca è la qualità del femminile. Se non stiamo attenti, la religione diverrà solo una macchina per ragionare correttamente. Questo linguaggio che ovunque lancia anatemi! La Chiesa ha mancato l’occasione di restare donna: fervente, accogliente, feconda. Ha fallito la sua vocazione di Sposa di Cristo. Respingendo le donne e l’amore, avete escluso dalle vostre istituzioni e da voi stessi la qualità del femminile. E ogni violenza ha la sua fonte nella violenza che avete fatto subire a voi stessi. Io chiamo femminile quella qualità che la donna risveglia nel cuore dell’uomo, quella corda che vibra al suo avvicinarsi. Chiamo femminile il perdono delle offese, il gesto di rimettere la spada nel fodero quando l’avversario è a terra, l’emozione che si prova a piegarsi. Chiamo femminile l’orecchio teso verso l’oltre delle parole, l’attenzione che va incontro al senso, lo tocca e lo addolcisce. Chiamo femminile l’istinto che al di là delle opinioni e delle fazioni fiuta il sogno comune.
Più la chiesa mette in guardia contro le donne, più si priva dell’energia conciliante che esse diffondono e  più si allontana dalla sorgente di vita. (continua - fai il download dell'intero testo)


File size 38 K
Date ven 07/09/2010 @ 05.54
DOWNLOAD

Ambrogio - L'amicizia

Conservate dunque, o figli, l'amicizia che avete stretta con i vostri fratelli, perché è la più bella tra le cose di quaggiù. Infatti  è un  conforto in questa vita avere in questa vita una persona cui aprire il proprio cuore, confidare i propri  segreti, affidare gl'intimi  pensieri  del  proprio animo, così da poter contare su un uomo fedele che nella prosperità si rallegri con te, condivida il tuo dolore, nelle persecuzioni t'incoraggi. (continua - fai il download dell'intero testo)


File size 39 K
Date mer 07/07/2010 @ 09.42
DOWNLOAD

Giovanni Paolo II - Le donne nella Pasqua di Gesù

Sin dall'inizio della missione di Cristo la donna mostra verso di Lui e verso il suo mistero una speciale sensibilità che corrisponde ad una caratteristica della sua femminilità. Occorre dire, inoltre, che ciò trova particolare conferma in relazione al mistero pasquale, non solo al momento della croce, ma anche all'alba della risurrezione. Le donne sono le prime presso la tomba. (prosegue - fai il download dell'intero testo)


File size 46 K
Date lun 05/31/2010 @ 06.33
DOWNLOAD

san Zeno di Verona - Le virtù teologali

I fondamenti dell'edificio cristiano poggiano su tre virtù: la fede, la speranza e la carità, che sono tra loro così strettamente connesse, da essere vicendevolmente necessarie. Per che cosa si affaticherebbe la fede, se non la precedesse la speranza? Ma come potrebbe sorgere la speranza se mancasse la fede? Se poi all'una e all'altra venisse tolta la carità, esse cesserebbero: la fede non può operare senza la carità; e la speranza, allo stesso modo, non potrebbe operare senza la fede. Il cristiano, quindi, se vuol essere perfetto, dev'essere edificato su queste tre cose. Se gliene venisse a mancare una, la sua costruzione non sarebbe compiuta. (continua - fai il download dell'intero testo)


File size 40 K
Date gio 04/22/2010 @ 08.51
DOWNLOAD

Martini - Gesù ha messo in gioco per noi il suo onore

Spesso si considera la Passione delle sofferenze fisiche, che certamente sono grandi. Un canto religioso natalizio molto noto in Italia, composto da sant'Alfonso Maria de' Liguori, dottore della Chiesa e fondatore della Congregazione del SS. Redentore, inizia così: «Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo, e vieni in una grotta al freddo e al gelo. O Dio beato! Ah, quanto ti costò l'avermi amato!». Dunque si considerano soprattutto la povertà e i patimenti fisici di Gesù. E anche un recente film - The Passion offre una rappresentazione molto cruda dei dolori fisici.
Tuttavia la Passione comporta pure delle profonde sofferenze morali e umiliazioni. Gesù infatti ha messo in gioco per noi il suo onore, lo ha perduto volentieri: onore di uomo, di fedele ebreo, di suddito leale dell' autorità romana, il suo onore di Messia, di re d'Israele, di Figlio di Dio.
Tenendo presenti in particolare le umiliazioni, rileggo i testi della Passione, cominciando dalle predizioni. (continua - fai il download dell'intero testo)
C. M. Martini, Il segreto della prima lettera di Pietro, 144-153


File size 49 K
Date ven 04/02/2010 @ 07.09
DOWNLOAD

Tonino Bello - Maria donna feriale

Santa Maria, donna feriale, forse tu sola puoi capire che questa nostra follia di ricondurti entro i confini dell' esperienza terra terra, che noi pure viviamo, non è il segno di mode dissacratorie.
Se per un attimo osiamo toglierti l'aureola, è perché vogliamo vedere quanto sei bella a capo scoperto. Se spegniamo i riflettori puntati su di te, è perché ci sembra di misurare meglio l'onnipotenza di Dio, che dietro le ombre della tua carne ha nascosto le sorgenti della luce. Sappiamo bene che sei stata destinata a navigazioni di alto mare. Ma se ti costringiamo a veleggiare sotto costa, non è perché vogliamo ridurti ai livelli del nostro piccolo cabotaggio. È perché, vedendoti così vicina alle spiagge del nostro scoraggiamento, ci possa afferrare la coscienza di essere chiamati pure noi ad avventurarci, come te, negli oceani della libertà.
    Santa Maria, donna feriale, aiutaci a comprendere che il capitolo più fecondo della teologia non è quello che ti pone all'interno della Bibbia o della patristica, della spiritualità o della liturgia, dei dogmi o dell'arte. Ma è quello che ti colloca all'interno della casa di Nazaret, dove tra pentole e telai, tra lacrime e preghiere, tra gomitoli di lana e rotoli della Scrittura, hai sperimentato, in tutto lo spessore della tua naturale femminilità, gioie senza malizia, amarezze senza disperazioni, partenze senza ritorni.
    Santa Maria, donna feriale, liberaci dalle nostalgie dell'epopea, e insegnaci a considerare la vita quotidiana come il cantiere dove si costruisce la storia della salvezza. Allenta gli ormeggi delle nostre paure, perché possiamo sperimentare come te l'abbandono alla volontà di Dio nelle pieghe prosaiche del tempo e nelle agonie lente delle ore. E torna a camminare discretamente con noi, o creatura straordinaria innamorata di normalità, che prima di essere incoronata Regina del cielo hai ingoiato la polvere della nostra povera terra. (fai il download dell'intero testo)


File size 36 K
Date gio 03/25/2010 @ 07.06
DOWNLOAD

Tonino Bello - Maria donna senza retorica

Proprio perché in lei non c'è nulla di declamatorio, ma tutto è preghiera, vogliamo farci accompagnare da lei lungo i tornanti della nostra povera vita, in un digiuno che sia, soprattutto, di parole.
    Santa Maria, donna senza retorica, prega per noi inguaribilmente malati di magniloquenza.
Abili nell'usare la parola per nascondere i pensieri più che per rivelarli, abbiamo perso il gusto della semplicità. Convinti che per affermarsi nella vita bisogna saper parlare anche quando non si ha nulla da dire, siamo diventati prolissi e incontinenti. Esperti nel tessere ragnatele di vocaboli sui crateri del "non senso", precipitiamo spesso nelle trappole nere dell'assurdo come mosche nel calamaio. Incapaci di andare alla sostanza delle cose, ci siamo creati un'anima barocca che adopera i vocaboli come fossero stucchi, e aggiriamo i problemi con le volute delle nostre furbizie letterarie.
    Santa Maria, donna senza retorica, prega per noi peccatori, sulle cui labbra la parola si sfarina in un turbine di suoni senza senso. Si sfalda in mille squame di accenti disperati. Si fa voce, ma senza farsi mai carne. Ci riempie la bocca, ma lascia vuoto il grembo. Ci dà l'illusione della comunione, ma non raggiunge neppure la dignità del soliloquio. E anche dopo che ne abbiamo pronunciate tante, perfino con eleganza e a getto continuo, ci lascia nella pena di una indicibile aridità: come i mascheroni di certe fontane che non danno più acqua e sul cui volto è rimasta soltanto la contrazione del ghigno.
    Santa Maria, donna senza retorica, la cui sovrumana grandezza è sospesa al rapidissimo fremito di un fiat, prega per noi peccatori, perennemente esposti, tra convalescenze e ricadute, all'intossicazione di parole. Proteggi le nostre labbra da gonfiori inutili. (fai il download dell'intero testo)


File size 36 K
Date gio 03/25/2010 @ 07.01
DOWNLOAD

Pronzato - La Pasqua è anarchia

«... Vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro» (v. 1).
Ecco l'imprevisto, l'incidente inatteso. Quello che cambia tutto.
Se questa pietra, che sigilla una tomba, non sta al suo posto, più niente è al suo posto. Se non c'è ordine neppure in un cimitero, allora davvero ogni cosa è sconvolta. Se perfino i segni intoccabili della morte sono stati manomessi, non ci si ritrova più da nessuna parte.
Le cosiddette "pulizie di Pasqua" sono diventate una scadenza ineludibile. Anche per la nostra anima. Ma la Pasqua, così come viene descritta dal Vangelo, non è elemento di ordine, bensì di disordine. La Risurrezione del Signore è "perturbatrice" dell'ordine così come l'abbiamo stabilito noi. Ha ragione il mio amico A. Maillot: «La Pasqua è Anarchia».
La Pasqua getta lo scompiglio in tutto, confonde, sconvolge ogni cosa: gioia, tristezza, ragionevolezza, speranza, possibilità.
«Né la morte né la vita sono più quello che sono state finora. Nessuna persona è semplicemente quello che vediamo. E io stesso non sono più io» (A. Maillot). (continua - fai il download dell'intero testo)


File size 44 K
Date mer 03/24/2010 @ 11.05
DOWNLOAD

Dobraczynski - san Giuseppe e la donna

Giuseppe pensò: perché lui dice queste cose a me, che vede per la prima volta? È vero, talvolta persone del tutto estranee confidavano a lui le proprie angosce nascoste. Venivano per ordinare un aratro o un vomere, d'un tratto si sedevano e raccontavano le loro afflizioni. Chiedevano consiglio. A lui, che viveva nel silenzio e conosceva così poco la vita! Ma quelli erano gente semplice. Per loro il naggar rinomato per la sua bravura era un'autorità. Zaccaria però era un sacerdote, un uomo d'esperienza...
Con uno sforzo, come se cercasse di sollevare un grande peso, incominciò:
— Non tocca a me parlare di questo, Zaccaria... — allargò perplesso le braccia.
— Non conosco il mondo, non conosco la vita. Anch'io ho sentito un rabbi affermare che l'Altissimo creando Eva da una costola di Adamo ha dimostrato di considerare poco la donna, in quanto la costola è una parte poco nobile del corpo umano. Si dice: la donna è stata creata per l'uomo, per rendergli più leggera e più piacevole la vita... Eppure sappiamo quanto i nostri patriarchi abbiano amato le loro mogli. Quali eroine siano state Debora e Giuditta. La donna non può esistere soltanto per l'uomo. Nell'amore verso la moglie deve celarsi qualcosa di sacro... Non comprendo bene questo e non sono capace di esprimerlo, ma sono convinto che tramite quest'amore l'Altissimo voleva mostrare qualcosa di grande e di misterioso...
Allargò di nuovo le braccia e guardò come scusandosi il sacerdote.
—   Perdona — sussurrò — non riesco a chiarire meglio i miei pensieri...
Zaccaria taceva, ma il suo sguardo era fisso sul viso di Giuseppe.
—   Sei giovane — iniziò — eppure hai detto cose non comuni. Parla ancora. Così ritieni che l'Altissimo abbia assegnato un compito tanto grande alla donna?
—   Io lo credo! — Giuseppe esplose con calore. — Sono certo che un giorno Egli la eleverà e la porrà accanto a sé. Non riuscirei ad amare una donna soltanto per il fatto che è per me...
—   E proprio così ami tua moglie?
Abbassò gli occhi improvvisamente vergognoso di non confermare con la vita le sue parole.
—  Non ho ancora una moglie...
—  Non ce l'hai? Eppure sei negli anni in cui un uomo dovrebbe essersi ormai scelto la compagna.
— Sto aspettando... — sussurrò.
Il sacerdote assentì col capo.
— Questo significa che non hai trovato finora colei alla quale potresti offrire i tuoi affetti? Comprendo. Ti aspetti molto e vuoi dare molto... Continua ad aspettare. Non affrettarti nella scelta. Troverai la ragazza degna del tuo amore e delle tue speranze. (continua - fai il download dell'intero testo).



File size 45 K
Date ven 03/19/2010 @ 06.28
DOWNLOAD

Il valore del voto consultivo nella Chiesa

Con il voto consultivo l'ordinamento giuridico della Chiesa esprime invece, per principio, sia pure con approssimazione ed efficacia diversa, la posizione di tutti gli altri fedeli (laici e chierici) chiamati strutturalmente a contribuire alla formulazione del giudizio di fede di coloro che hanno la responsabilità di esprimerlo come giudi¬zio comune, vincolante per tutti [papa e collegio dei vescovi].
La differenza con l'istituto della teoria generale del diritto è data dal fatto che nella Chiesa il voto consultivo non dovrebbe tradurre (e di per sé non traduce) istituzionalmente una limitazione di potere, decisa da chi possiede il voto deliberativo, bensì una necessità inerente alla dinamica della comunione. Ciò dipende dal fatto che la chiesa particolare (per fare un solo esempio) non è costituita solo dal vescovo con il presbiterio, ma anche da una porzione di popolo di Dio.
Bisogna allora tener conto del fatto che il sacerdozio comune di tutti i fedeli è primario rispetto a quello ministeriale, nel senso che quest'ultimo esiste solo in funzione del primo, di cui perciò deve tener conto nella formazione del proprio giudizio, secondo modalità consultative che possono storicamente cambiare. (continua - fai il download dell'intero testo).


File size 33 K
Date dom 03/14/2010 @ 06.11
DOWNLOAD

Martini - Intervista del 2 febbraio 2010

Al di là dello stile dell'intervistatore, uno spaccato interessante per conoscere e gustare la profondità del card. Carlo Maria Martini. (fai il download del testo)


File size 47 K
Date lun 02/15/2010 @ 06.25
DOWNLOAD

Bastaire - Eros redento

Attraverso il germogliare dei corpi avviene il germogliare del Paraclito, all’opera nell’unione degli amanti e nella fioritura seminale. La genitalità genera la carne, il che significa che è lo strumento dello Spirito: portata da lui, lo porta, trasformando in pneumatofori l’uomo e la donna uniti nell’amplesso.
Siamo in piena Genesi: si produce una vasta ondata d’energia, un fantastico ringiovanimento dell’essere. E’ come se avvenisse una nuova partenza: l'essere di prima non è soppresso, nasce una seconda volta, riparte con una gloria rinnovata. Sgorgato da non si sa dove, un enorme flusso di sostanza investe i giovani, li riplasma da cima a fondo. Si sentono totalmente ricreati, ma sono anche totalmente ricreatori, dispensatori non meno che beneficiari di questa grazia sovrana. Il potere onnipotente che li assale conferisce loro ogni potere di assalire, e questo in un clima indimenticabile di dolcezza, di tenerezza e di umiltà. La sessualità è un'invenzione divina per incarnare l'amore, per suscitare nel più profondo della creatura le condizioni per il dono creatore.
Per amare bisogna essere due e non più di due: ci si presta a molti, ci si dona solo a un altro. Da questi due sorge non un terzo, ma l’autentico uno: quello che non fa numero perché è l'altro assoluto. L’altro relativo, il compagno, estrae ogni essere da lui stesso: provocando l'uscita dall'io, realizza la disappropriazione della persona. Ci si dimentica nell'altro e ci si dimentica insieme, il che evita l'incrociarsi di due egoismi nella scorciatoia di un falso spossessamento. Viene a instaurarsi una nuova condizione in cui si vive nell’altro, e grazie all'altro, senza essergli asservito perché l'altro, a sua volta, rifiuta di vivere in sé e per sé e, quindi, di asservire. Utilizza il dono non per rafforzarsi, bensì per donarsi ancor di più. L'offerta nutre l'offerta in una crescente apertura. Tra i due poli sviluppa una tensione oblativa, una circolazione di abbondanza, una corrente di dedizione. I due giovani si insegnano reciprocamente che non sono nulla e che, confessando questo nulla, accedono all'essere. “La vita autentica è altrove - confessa ciascuno dei due - e tu sei questo altrove in cui trovo la mia origine. Tu sei la mia anima, tu mi fai vivere” (…). (fai il download: troverai altre citazioni del libro)


File size 45 K
Date gio 02/04/2010 @ 04.41
DOWNLOAD

Kizito - Re Magi giovani

I Re Magi giovani del nostro tempo
di p. Renato Kizito Sesana, missionario comboniano – Natale 2003
(...) Stavo facendo queste riflessioni proprio mentre riordinavo le statue per il Presepio che i nostri amici, rifugiati dal Rwanda, mi hanno regalato. Mi è balzato agli occhi che hanno fatto dei Re Magi giovanissimi. Ma i Re Magi non erano anziani? Vado a rileggere i pertinenti passi del Vangelo ed effettivamente riscontro che di loro non sappiamo né il numero, né il sesso, né il colore della pelle, né l'età. Allora chiamo Pierre, lo scultore, il quale alla mia domanda risponde con logica inoppugnabile: "Li ho fatti giovani perché i viaggi lunghi e faticosi li possono fare solo i giovani. Agli anziani se non mancano le forze manca l'entusiasmo. Anche noi, quando siamo fuggiti dal Rwanda addirittura sotto la minaccia di morte, eravamo tutti giovani, gli anziani non se la sentivano di affrontare un lungo viaggio, hanno preferito affrontare il rischio di restare".
Mi piace quest'idea dei Re Magi come giovani entusiasti ed irrequieti, magari in cerca di novità, sotto sotto in cerca di un motivo per vivere. Liberi da impegni di famiglia, si buttano in spalla un borsone, o lo mettono in groppa ad un cammello e via, alla ricerca.
I Magi erano addestrati in astrologia e nell'interpretazione dei sogni. Non tutti i giovani sono degli esperti in sogni? Forse l'evangelista li chiama Magi perché vuole sottolineare proprio il loro sogno e ricerca del senso della vita... (continua - fai il download dell'intero intervento)



File size 32 K
Date lun 01/11/2010 @ 09.45
DOWNLOAD

Martini - I significati di Gerusalemme

Come incontrare Gerusalemme? Oggi non è facile intraprendere un pellegrinaggio o anche solo un viaggio a Gerusalemme. Il conflitto in corso e gli atti di terrorismo scoraggiano molti che pure vorrebbero venire qui. Purtroppo le immagini trasmesse dai media alimentano tale sentimento di paura. Eppure coloro che hanno avuto il coraggio di venire a Gerusalemme hanno trovato una buona accoglienza, non hanno avuto alcun incidente e hanno sperimentato il fascino che questa città sa trasmettere. Sono lieto di constatare che dopo un lungo periodo di vuoto i pellegrinaggi sono ripresi e chi ha vissuto questa esperienza quando torna a casa non si limita a dire: "Si può andare a Gerusalemme", ma aggiunge: "Si deve andare a Gerusalemme".
Perché per un cristiano e per ogni cittadino di questo mondo Gerusalemme ha un’importanza unica. È una città che non può essere semplicemente visitata. Gerusalemme chiede di essere "incontrata". E la premessa per incontrare Gerusalemme sono un amore sincero, un rispetto delicato che esigono un’attenzione e un coinvolgimento particolari. Questo affetto è anche partecipazione alle sue sofferenze, alle sue angosce, ai suoi dolori indicibili del passato remoto e prossimo e anche del presente. (continua - fai il download dell'intero testo)


File size 44 K
Date ven 01/08/2010 @ 09.21
DOWNLOAD

Tonino Bello - Gratitudine alla fine dell'anno

Ai suoi amici il Signore dà il pane nel sonno
La gratitudine dei ministri della Chiesa alla fine dell’anno
di don Tonino Bello

Eccoci, Signore, davanti a te. Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato.
Ma se ci sentiamo sfiniti, non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto, o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei. E' perché, purtroppo, molti passi li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue; seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera, e non le indicazioni della tua Parola; confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre, e non sui moduli semplici dell'abbandono fiducioso in te. Forse mai, come in questo crepuscolo dell'anno, sentiamo nostre le parole di Pietro: "Abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo preso nulla". Ad ogni modo, vogliamo ringraziarti ugualmente. Perché, facendoci contemplare la povertà del raccolto, ci aiuti a capire che senza di te non possiamo far nulla. Ci agitiamo soltanto. Grazie, perché obbligandoci a prendere atto dei nostri bilanci deficitari, ci fai comprendere che, se non sei tu che costruisci la casa, invano vi faticano i costruttori. (...) Ma ci sono altri motivi, Signore, che, al termine dell'anno, esigono il nostro rendimento di grazie: (continua - fai il download dell'intero testo)

 



File size 80 K
Date gio 12/31/2009 @ 06.42
DOWNLOAD

Manicardi - Spiritualità e sensi

Ora, è certo che un difetto della spiritualità cristiana sia stato quello di avere troppo spesso opposto ascolto e visione, e più radicalmente ancora, sensi e spirito [nota - La vita spirituale si è troppo nutrita di polarità presto divenute antitesi inconciliabili: interiore-esteriore, io interiore-io esteriore, sensibilità-interiorità, spirito-materia, ascolto-visione, corpo-anima... Il rischio è quello di arrivare a contrapporre e separare ciò che Dio ha unito, di non cogliere la complementarietà, l'intrinsecità, la fondamentale unità di quelle dimensioni, e di pervenire così a formulare spiritualità infedeli alla rivelazione biblica e anche nevrotiche e nevrotizzanti]. L'ascolto tende a inscrivere nel corpo, cioè nell'uomo intero e in tutte le sue relazioni, la parola divina. (continua - fai il download dell'intero testo)


File size 42 K
Date lun 12/28/2009 @ 06.32
DOWNLOAD

Erri De Luca - Gesù "intruso"

Riassunto dell'intruso
L'anno in cui sua madre lo partorì non era santo. I suoi, gli ebrei, avevano per legge di consacrare un anno ogni sette lasciando in pace il suolo. Il suo anno di nascita non apparteneva al ciclo dei sabbatici, al rituale imposto dal verbo shabbàt, cessare.
Non nacque in un momento di allegria, ma durante un viaggio, uno spostamento forzato. Il suo popolo amava i pellegrinaggi e si metteva in cammino volentieri per onorare qualche festività, Pasqua o altre, in Gerusalemme. Ma lui non nacque in un pellegrinaggio. I suoi si spostavano per un dovere triste e insidioso... (continua - fai il download dell'intero testo)


File size 41 K
Date gio 12/24/2009 @ 08.12
DOWNLOAD

Martini - L'importanza dell'uno

Qui entriamo proprio nella rivelazione dell'immagine di Dio, che abbiamo sulla croce, quando Gesù compie la salvezza di un malfattore spregiudicato, disperato, abbandonato da tutti. È il marchio di fabbrica del Dio del Vangelo: uno, uno solo è sufficiente a giustificare tutta la cura, l'attenzione, la gioia di Dio.
La gioia è sempre sottolineata: il pastore invita a rallegrarsi con lui e «così ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti». La donna dice: «Rallegratevi con me» e Gesù parla di «gioia davanti agli angeli». Per finire, il padre afferma: «Bisognava far festa e rallegrarsi». Ecco il senso del Dio del Vangelo. Dio ha in mano tutto, è il Signore di ogni cosa, è il Re che governa cielo e terra, ma è capace di perdere la testa per uno solo, non si dà pace, anche per uno solo.
A questo corrisponde l'insegnamento che troviamo, più volte, nelle parole di Gesù: «Guai, se uno solo di questi piccoli viene scandalizzato»; «quando l'avete fatto a uno solo di questi l'avete fatto a me» e - notano giustamente gli esegeti - l'insistenza su «uno solo» è una caratteristica tipica del Vangelo. La gioia di Dio si esprime anche quando una sola persona è stata oggetto della salvezza.
Dobbiamo rifletterci molto per il nostro ministero... (fai il download dell'intero testo)


File size 40 K
Date mar 12/08/2009 @ 08.29
DOWNLOAD

< BACK  1 of 7  NEXT >

Stampa  


Copyright 2009 Paleari Marco - Grazie a Advertice.it
PrivacyCondizioni d'uso