banner home

 

You are here : Home
Bollettino per i naviganti Riduci
Questo sito non è un sito. Questo blog non è un blog. Non vuole "piazzare" nulla e non svela nessuna intimità. E' un'antologia di pezzi scritti e di immagini incrociate, che rimandano ad ascolti, profumi, sapori, tocchi, visioni. Ogni giorno uno-due-tre colpi di carboncino e di sanguigna, che tratteggiano per il lettore fedele lo schizzo tutt'altro che indefinito di una vita che sorprende dall'interno colui che la vive. Altre vite si sono ritrovate in questi bytes e amano riprenderne i contenuti. Non chiedete a queste pagine più di quanto possano dare; non chiedete loro altro da quello che vogliono dare; aiutatele a dare sempre meglio. Buon approdo!
don Chisciotte

Il BLOG di Marco Paleari: spazio di condivisione Riduci
gen 30

Written by: donma
sabato 30 gennaio 2010 16.17 

Guardo il nemico e vedo il fratello
di Giulia Galeotti
Molto è stato scritto e pensato su Etty Hillesum. Le sue parole sono fonte continua di riflessioni, stimoli e spunti. Ogni lettore rimane affascinato da qualcosa, e a rileggerla a distanza di anni colpiscono aspetti sempre diversi. La mia copia del Diario 1941-1943 è stata sottolineata e risottolineata nel tempo, e se ogni volta incontro una Hillesum diversa, v'è però una cosa che mi colpisce, di nuovo e di nuovo, ogni volta: il suo percorso. Il suo partire umana e il suo finire eroica. È il cammino inverso alla razionalità, e a ciò che è umanamente lecito attendersi. Man mano che incontra, vive e tocca il dolore, la furia violenta e cieca, l'odio e la disperazione, Etty Hillesum impara ad amare di più. A prescindere dalle dispute religiose su di lei, questo - e solo questo - è l'amore. Non è qualcosa di normale.
È umanamente comprensibile il racconto di Ida Marcheria, nata nel 1929 a Trieste e deportata ad Auschwitz con la famiglia nel novembre 1943, che afferma: non perdonerò mai (Aldo Pavia - Antonella Tiburzi, Non perdonerò mai, Venezia, Nuovadimensione, 2006): "Io sono nata lì, al Kanada (reparto di Auschwitz) ho aperto gli occhi su un mondo di dolore, di offesa, di crudeltà. Al Kanada è finita la mia infanzia, è finita anche quella di mia sorella Stellina. Lì abbiamo imparato a odiare, abbiamo imparato a non perdonare, abbiamo capito che ciò non sarebbe mai stato possibile". È altrettanto umano il racconto di Vivian Jeanette Kaplan (Dieci bottiglie verdi. Vienna-Shangai: fuga dall'Olocausto, Vicenza, Il punto d'incontro, 2006), che ripercorre la rocambolesca vicenda della madre. Un giorno la ragazza è sola nel negozio di famiglia quando entra una SS: "Ho la pelle d'oca e non riesco a immaginare cosa potrebbe salvarci adesso. Mi obbligo a guardarlo dritto negli occhi. Non è molto più vecchio di me. La mia unica speranza è di puntare sui sentimenti. Mi mostro docile al mio dichiarato nemico (...). Gli parlo come se fosse un essere umano. "È un periodo difficile per tutti, vero?", chiedo facendo appello a tutto il mio coraggio. Dapprima sembra sorpreso per la domanda. Ha lui il coltello dalla parte del manico e ha potere di vita e di morte su di me. Ma ciò nonostante una ruga tra le sopracciglia indica che ci sta pensando seriamente. Risponde con una certa qual gentilezza che era addirittura al di là delle mie speranze. "Quando la violenza ha cominciato ad essere all'ordine del giorno, ci siamo chiesti se fosse giusto. Ma adesso le ragioni ci sono chiare. Vogliamo un'Austria forte e il nostro Führer ce la può dare, quindi anche quando abbiamo dei dubbi li dobbiamo accantonare. La guerra è solo temporanea. Siamo sicuri che una volta che il Reich si sarà stabilizzato, avremo di nuovo un impero unico, magnifico, prospero. Allora lei e io, signorina, potremo diventare ottimi amici". "Sì, certo". Sorrido cercando di apparire sincera. Come poteva anche solo immaginare una simile amicizia?".
ll percorso di Etty Hillesum, invece, comincia dalla distanza e da una certa chiusura, per approdare all'amore. Nella lucida consapevolezza di ciò che sta accadendo ("Vogliono la nostra fine e il nostro annientamento, non possiamo più farci nessuna illusione al riguardo, dobbiamo accettare la realtà per continuare a vivere"), la scelta eroica che, pagina dopo pagina, questa ragazza compie è quella di trovare un modo per farlo. Uno stile ("Se dobbiamo andare all'inferno, che sia con la maggior grazia possibile"), che diventa, ed è, amore per il prossimo. Comprensione e accettazione di Dio. "La sofferenza non è al di sotto della dignità umana. Cioè: si può soffrire in modo degno, o indegno dell'uomo".
È una versione altra ma simile a quella che Grossman racconta, in pagine memorabili in cui descrive gli effetti dell'ordine di uccidere per fame i contadini dell'Ucraina, del Don e del Kuban'. "Ho conosciuto una donna, aveva quattro bambini. Gli raccontava le favole, perché dimenticassero la fame, eppure faceva fatica a muovere la lingua; li prendeva in braccio, pur non avendo la forza di alzarle, le braccia. È che l'amore era vivo in lei". Nessuno si salverà ("uno alla volta, il villaggio intero morì"), ma "ci si è accorti che dove c'era odio, morivano più presto".
L'amore di cui diventa capace Etty Hillesum è senza tempo, e senza contesto: "Il dolore ha sempre preteso il suo posto e i suoi diritti, in una forma o nell'altra. Quel che conta è il modo con cui lo si sopporta, e se si è in grado di integrarlo nella propria vita e, insieme, di accettare ugualmente la vita. (...) Una volta è un Hitler; un'altra è Ivan il Terribile (...); in un caso è la rassegnazione, in un altro sono le guerre, o la peste e i terremoti e la carestia. Quel che conta in definitiva è come si porta, sopporta, e risolve il dolore, e se si riesce a mantenere intatto un pezzetto della propria anima". A essere onesti e coraggiosi, si scopre che l'odio non è indotto dal prossimo (o dagli eventi), ma dipende da una scelta personale: "Non possono veramente farci niente. Possono renderci la vita un po' spiacevole, possono privarci di qualche bene materiale (....), ma siamo noi stessi a privarci delle nostre forze migliori col nostro atteggiamento sbagliato: col nostro sentirci perseguitati, umiliati e oppressi, col nostro odio e con la millanteria che maschera la paura. (....) Siamo soprattutto noi stessi a derubarci da soli". E se il limite del prossimo è il nostro limite ("quell'uomo era pieno di odio per quelli che potremmo chiamare i nostri carnefici, ma anche lui sarebbe potuto essere un perfetto carnefice e persecutore di uomini indifesi"), la svolta è personale: "Abbiamo ancora così tanto da fare con noi stessi, che non dovremmo neppure arrivare al punto da odiare i nostri cosiddetti nemici. Siamo ancora abbastanza nemici fra noi". Solo incontrando e guardando l'Altro, lo si guarda nemico e lo si vede fratello: "Ho saputo all'istante che stasera avrei dovuto pregare anche per quel soldato tedesco. Una delle tante uniformi ha ora un volto. (...) E questo soldato soffre anche lui. Non ci sono confini tra gli uomini sofferenti, si patisce sempre da una parte e dall'altra e si deve pregare per tutti". Solo così, forse, si può davvero amare. Si può davvero amare gli altri e se stessi: "La mia consapevolezza di non essere capace di odiare gli uomini malgrado il dolore e l'ingiustizia che ci sono al mondo, la coscienza che tutti questi orrori non sono come un pericolo misterioso e lontano al di fuori di noi, ma che si trovano vicinissimi e nascono dentro di noi". E si può amare Dio: "Amo così tanto gli altri perché amo in ognuno un pezzetto di te, mio Dio. Ti cerco in tutti gli uomini e spesso trovo in loro qualcosa di te".

in “L'Osservatore Romano” del 28 gennaio 2010

Tags:

Your name:
Your email:
(Optional) Email used only to show Gravatar.
Comment:
Add Comment   Annulla 

News Riduci


E' appena uscito in libreria:

IL CRISTIANO NEL MONDO.
Introduzione
alla teologia morale.
Teologia per Laici
.

Interventi di
Cucchetti, Fumagalli
Monti, Paleari,
Tettamanzi.

Registrati! Riduci
Registrati al sito!
Vogliamo che tutti possano partecipare ai contenuti del sito. Al momento della iscrizione ti verrà chiesto: il nome e il cognome veri (non si accettano anonimi o inventati); un indirizzo mail riconoscibile; una password. Non ti chiediamo null'altro che essere rispettoso. Solo chi è registrato riceverà la Newsletter; potrà fare i propri commenti ai post del blog e vedere quelli degli altri utenti registrati; ammirare le gallerie fotografiche; accedere ad altre sezioni del sito che contiamo di aprire in futuro.


Immagini di Tre: NUOVE FOTO!!
Album
con foto che rappresentano il titolo del nostro sito: SeiTreSeiUno.
Cerchiamo foto che rappresentino il Tre, il più possibile in Unità: aiutaci ad arricchire l'album!

Sto leggendo Riduci

TEOLOGIA
Articoli vari

SPIRITUALITA'
Carlo Maria Martini, Il coraggio della passione, pp. 165

LETTERATURA
Christian Bobin, L'inesperée, pp. 116

SAGGISTICA
Jean-Luc Marion, Il fenomeno erotico, pp. 286
Serena Zoli, Storie di ordinaria risurrezione (e non). Fuori dalla depressione e altri "mali oscuri", pp. 406

Pensieri fissi Riduci

Non è il Vangelo che cambia: siamo noi che cominciamo a comprenderlo meglio
papa Giovanni XXIII
Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo
Gandhi
Quando si ama il proprio uditorio, si può diventare poeta
card. Danneels
Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario
Orwell
Solamente chi non perde la speranza può essere una vera guida
Gandhi
L'amore è molto di più che l'amore
Chardonne
Non insegno mai ai miei allievi, cerco solo di metterli in condizione di poter imparare».
Albert Einstein
Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione.
Edmund Burke
Ma per noi non si tratta semplicemente di sogni. O se proprio si vuole, dei sogni di Dio, più lucidi di qualsiasi veglia.
Olivier Clément

«Tutto vale la pena, se l'anima non è piccola».
Fernando Pessoa
Il cioccolato è la prova che Dio vuole bene all'uomo.

CoverVille Riduci

"La nostra volontà di crescere è la stessa del primo giorno"

La Luna oggi Riduci
CURRENT MOON

Celtic Football Club Riduci

Diventa anche tu supporter del CELTIC di Glasgow:

www.celticfc.net

Spiegazioni Riduci
Qui trovi la spiegazione del nostro logo "Not in my name".


Da non perdere! Riduci

Abbiamo aggiornato e "ordinato" i Video che proponiamo: aspettiamo i vostri suggerimenti circa i video che potremmo inserire nelle diverse sezioni.

Un aiuto Riduci

Promemoria Riduci

Martini sul Corriere l'ultima Domenica di ogni mese

La tua opinione Riduci
Al prossimo sondaggio!

Sottometti questionario  Vedi Risultati


Copyright 2009 Paleari Marco - Grazie a Advertice.it
PrivacyCondizioni d'uso