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Bollettino per i naviganti Riduci
Questo sito non è un sito. Questo blog non è un blog. Non vuole "piazzare" nulla e non svela nessuna intimità. E' un'antologia di pezzi scritti e di immagini incrociate, che rimandano ad ascolti, profumi, sapori, tocchi, visioni. Ogni giorno uno-due-tre colpi di carboncino e di sanguigna, che tratteggiano per il lettore fedele lo schizzo tutt'altro che indefinito di una vita che sorprende dall'interno colui che la vive. Altre vite si sono ritrovate in questi bytes e amano riprenderne i contenuti. Non chiedete a queste pagine più di quanto possano dare; non chiedete loro altro da quello che vogliono dare; aiutatele a dare sempre meglio. Buon approdo!
don Chisciotte

Il BLOG di Marco Paleari: spazio di condivisione Riduci
di donma , lunedì 29 settembre 2008 16.23

Il vostro bambino ha preso la varicella e la cosa non è simpaticissima?!
Nessun problema: i fratelli americani hanno preparato per voi

dei peluches che hanno la forma dei più diffusi virus, batteri e compagnia bella!
Guarda la rassegna e scegli il tuo preferito!
Fin quando possiamo riderci su.
Grazie a P.C. per la segnalazione...
fin qui non ci saremmo proprio arrivati da soli!!

di donma , lunedì 29 settembre 2008 8.09
Crescono i decessi per abuso di alcool
Londra, coprifuoco per l'happy hour
Stop ai drink a prezzi scontati: spingono a bere. Giro di vite per combattere violenze e vandalismi in aumento
Ubriachezza molesta, atti di vandalismo, violenze e pestaggi. Da quando in Gran Bretagna si può bere 24 ore su 24, la situazione è andata fuori controllo. In quattro anni il numero di donne arrestate per aver alzato il gomito è aumentato del 50%; i ricoveri per problemi legati all’alcol sono costati 100 milioni di sterline in più in tasse; in crescita anche i decessi; un terzo degli accoltellamenti avviene nei pressi di pub e locali notturni. Il governo, rivela il Daily Mail, si prepara a mettere al bando l’happy hour, cioè la vendita di drink a prezzi scontati nelle ore dell’aperitivo. I locali saranno anche invitati a servire gli alcolici in bicchieri più piccoli per limitare i danni. E, come per le sigarette, su bottiglie e lattine saranno stampati avvisi minacciosi: bere può portare alla morte. (...) I bicchieri di vino, serviti nei locali, sono talmente grandi da contenere un terzo di una bottiglia, così una donna arriva a superare il limite giornaliero consigliato dai medici in un colpo solo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Ragazzi e ragazze che vagano in stato confusionale per le strade rovesciando i cassonetti dell’immondizia e molestando le persone. Risse scatenate per un nonnulla. (...) Il rapporto, commissionato dal ministero dell’Interno, dimostra il fallimento della deregulation. (...)
di donma , domenica 28 settembre 2008 18.17

Dal vangelo di oggi: Mt 21

E Gesù disse loro: “In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. È venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli”.

Dal 2000 suor Eugenia Bonetti lavora a Roma presso l’ufficio “Tratta donne e minori” dell’Unione superiore maggiori d’Italia (Usmi). Non le piace parlare di “prostitute”, preferisce definirle «vittime della tratta per lo sfruttamento sessuale». Di nigeriane in questi anni ne ha conosciute davvero tante. Arrivano in Italia attraverso il deserto (non più in aereo), affrontando viaggi impossibili, soffrendo la fame, la sete e la stanchezza. Non sempre ce la fanno e se raggiungono vive il nostro Paese hanno già subito violenze e abusi. Nel deserto qualcuna di loro resta incinta o mette al mondo un figlio senza nome.
Spesso le donne nigeriane vengono in Italia in cerca di lavoro per mantenere la famiglia in Africa e far studiare i fratellini più piccoli. Se le ragazze dell’Est lasciano il loro Paese ingannate da un falso fidanzato che promette loro una nuova vita, «le nigeriane vengono catturate dai riti voodoo». Prima di lasciarle partire le madame portano le ragazze dallo stregone che fa loro «violenza psicologica» attraverso minacce, ritorsioni e intimidazioni. Le vittime contraggono quindi un debito (fino a 80 mila euro), che diventa il prezzo da pagare per la loro libertà.
Dopo mesi o anni di prostituzione sulla strada queste donne sono distrutte e hanno perso la loro dignità e identità. «Non sono più persone - dice suor Eugenia -, non ricordano la loro data di nascita e neanche il loro nome, perché ne inventano sempre uno nuovo». Non hanno documenti né permesso di soggiorno e sono costrette a vivere in clandestinità.
Non le piace la nuova proposta di legge sulla prostituzione, fatta «senza neppure contattare chi lavora nel settore da anni». E aggiunge: «Si rischia di fare un favore ai trafficanti, perché le ragazze nascoste non potranno più chiedere aiuto». Sulle strade italiane ci sono 50-70 mila prostitute: si vuole toglierle non per risolvere il problema, ma perché danno fastidio al nostro pudore». Suor Eugenia non si dà per vinta e continua imperterrita la sua lotta cercando di fare breccia a livello civile e politico perché «siamo tutti colpevoli».
dal sito della Diocesi di Milano
di donma , domenica 28 settembre 2008 6.09

L'oratorio è di tutti ma l'abbiamo costruito noi
di mons. Mario Delpini
Avvenire - Milano 7 - 04.05.08

L’oratorio è di tutti. L’abbiamo costruito noi. L’hanno costruito con i soldi dei nostri padri. Mancherebbe altro che l’oratorio non avesse una sede per noi, che in oratorio siamo nati, con il povero don Carlo! Che Chiesa sarebbe quella che non favorisce chi tiene uniti i ragazzi in un’età così difficile? Società sportive, gruppi teatrali, movimenti e associazioni: tutti hanno diritti da far valere, hanno esigenze sacrosante, hanno pretese e rivendicazioni.
«Sì - pensa don Andrea - l’oratorio è di tutti! Sì - acconsente don Andrea - quello che voi fate è un servizio prezioso. Sì - dà ragione don Andrea - la vostra attività merita d’essere incoraggiata». Intanto però don Andrea pensa: «Va bene la sede in oratorio, ma perché lasciano sempre accesa la luce? Va bene incoraggiare l’iniziativa, ma perché poi deve sempre passare qualcun altro a pulire i tavoli e a sistemare le sedie? Va bene apprezzare la proposta che raduna tanti ragazzi, ma perché sono generosi con tutti, eccetto che con chi deve pagare il riscaldamento, le pulizie, la manutenzione e la messa a norma?». Anche la sede del gruppo negli ambienti parrocchiali può dire qualche cosa della sensibilità ecclesiale.
di donma , sabato 27 settembre 2008 12.16
Le favole di mamma
di Massimo Gramellini
Scrive una lettrice milanese, piuttosto sconvolta. «Sto portando mio figlio a scuola con il tram. Dietro di me una donna grida ai quattro venti la trama del film che ha visto la sera prima al cinema: “E allora il papà va a prendere la mamma, la porta in un bosco e le fa un po’ male". Poi continua a raccontare, fino al momento in cui il protagonista uccide i propri figli. A quel punto sento una vocina che la interrompe: "Perché ha ammazzato i bimbi e non si è ammazzato lui?". Così scopro che la tipa che racconta a squarciagola è una mamma e le ascoltatrici le sue figlie, di 8 e 10 anni circa. Ma il bello è la risposta: "Sai, il papà era stressato, non li vedeva da un sacco e gli voleva troppo bene: se si ammazzava lui, poi loro erano senza papà, invece così…" Io mi giro per incenerirla e vedo una mamma giovane e carina, benvestita, che mi sorride con lo sguardo soddisfatto e complice di chi ha appena dato una lezione d’amore, di cinema e di vita alle sue figlie e a tutto il tram».
La storiella è una miniera di spunti per i teorici della decadenza dei costumi. A me, che resto comunque un ottimista (forse perché viaggio poco in tram), colpisce soprattutto l’impoverimento del linguaggio. Non sono finite le favole. Sono finite le parole. Quelle cucite apposta per i più piccoli. Oggi si mastica un unico idioma digeribile da tutti i palati, grandi e piccini. L’equivalente semantico del Big Mac. Non solo quella mamma non sa «di cosa» parlare a sua figlia. Non sa «come» parlarle. E questo, per certi versi, mi sembra ancora più grave.
di donma , venerdì 26 settembre 2008 9.47
Un anno fa cominciava la pubblicazione quotidiana di post sul blog SeiUnoSeiTre.
Qui uno dei post di quel giorno.
Magari nelle prossime settimane riprenderemo qualcuno dei post più interessanti.
Grazie a chi ci segue da tempo e a chi ci ha scoperti da poco!
don Chisciotte
di donma , venerdì 26 settembre 2008 7.33
Nuove maschere italiane: la Faccia Tosta Cosmica
di Beppe Severgnini
In attesa che la politica e i sindacati risolvano la questione Alitalia - strepitoso, è come chiedere a Gengis Khan un progetto urbanistico - ci dedichiamo allo studio di una nuova maschera italiana: la Faccia Tosta Cosmica (FTC). Arrivare a quelle vette non è facile. Occorre la capacità di negare l'evidenza, possibilmente senza ridere. Bisogna saper scartare i fatti in favore delle opinioni. Davanti a una critica ragionevole, perché ragionare? Basta ripetere la propria tesi. Oppure tacere. La logica del mondo, contro una Faccia Tosta Cosmica, scivola come acqua sul marmo.
Quattro esempi, tratti dalla cronaca.
FTC, caso 1. Un giovane finnico uccide dieci ragazzi in una scuola. Tragedie simili sono accadute negli Stati Uniti. Finlandia e USA sono i due Paesi dove le armi da fuoco sono più diffuse. Non occorre un premio Nobel per capire che esiste una correlazione. Ma la Faccia Tosta Cosmica nega. Siccome s'è fissato che la detenzione di armi è una forma di libertà, continuerà a rifiutare ogni seria limitazione. Finché un pazzo, a un incrocio, gli infila la canna della pistola nella narice. A quel punto, forse, la FTC è disposta a rivedere la propria posizione.
FTC, caso 2. Le banche d'investimento, in cerca di margini sempre più alti, giocando d'azzardo con soldi che non avevano, hanno bruciato i risparmi di centinaia di milioni di persone. Impeccabile il titolo di "Time": The Price of Greed, il prezzo dell'avidità. Per caso voi avete visto merchant bankers affranti? Ne avete ascoltato UNO che si vergognasse per quello che ha combinato? Certo, molti "giocolieri coi derivati" obbedivano a ordini dall'alto. Ma un dubbio non gli è mai venuto?
FTC, caso 3. Ogni notte, sulle strade italiane, muoiono ragazzi. E' la strage a puntate di una generazione, contro cui mi sgolo da anni (unico risultato: inviti a convegni, respinti con vigore). Ora sono stati imposti orari per la somministrazione di alcolici e tabelle da esporre nei locali. Robetta, ci si aspettava un consenso unanime. Macché: all'industria dello sballo non va bene neppure questo. Non capisco il senatore Giovanardi quando si agita su unioni civili e testamento biologico. Ma su questo punto ha ragione da vendere.
FTC, caso 4. Il tabacco è la prima causa prevenibile di morte al mondo: 5 milioni di decessi ogni anno. Non lo dico io, ma l'Organizzazione Mondiale della Sanità e un'infinità di studi scientifici. Eppure molti continuano a negare l'evidenza e - attenzione - alcuni hanno ripreso a fumare nei locali pubblici. Ricordate il dibattito prima dell'introduzione del divieto? Nauseante, peggio che entrare in una discoteca prima della nuova legge. Chi sono i paladini del fumo invadente? Chi è pronto a battersi per l'ignobile causa? Lobbisti, uffici-stampa, opinionisti a cottimo? Macché, i soliti FTC, per l'occasione travestiti da libertari. (...)
di donma , giovedì 25 settembre 2008 17.06
Non so esattamente perché

e non so se queste foto siano del tutto spontanee,
ma mi attira vedere delle persone di fama
colte in una ordinarietà sobria, trasandata.
Forse interpretano anche in quei momenti;
forse mi ricordano delle grandi interpretazioni;
forse stanno barcamenandosi nella vita... anche loro
don Chisciotte

di donma , giovedì 25 settembre 2008 11.26

Wall Street spiegata a un bambino
di Massimo Gramellini

C'era una volta una mamma che disse a suo figlio: se mi aiuti a lavare i piatti, dopo ti comprerò un gelato. Il figlio detestava lavare i piatti, eppure il pensiero del gelato gli dava la carica. Ma un giorno il venditore di gelati, smanioso di venderne ancora di più, suggerì alla mamma un cambio di strategia. Così la donna si presentò dal figlio con il cono in mano: ecco il gelato, non devi più faticare per averlo, però mi devi promettere che stasera laverai i piatti. Il bambino promise e quella sera li lavò. Il giorno dopo ebbe due gelati in cambio della promessa di lavare i piatti per due sere di fila. La prima sera li lavò, la seconda disse che era stanco e li avrebbe lavati la sera dopo.
Un vecchio zio spiegò alla mamma che questa nuova strategia rendeva il gelato meno godibile e il successivo lavaggio dei piatti molto più pesante. «Si lavora più volentieri per raggiungere un obiettivo che per pagare il debito di un obiettivo già raggiunto». Tutti dissero che aveva ragione, ma nessuno lo ascoltò. Il venditore di gelati, la cui smania di arricchirsi era diventata una malattia, cominciò a mettere delle polverine nei coni per renderli più gonfi. Il bambino fece indigestione, smettendo definitivamente di lavare i piatti. La mamma, spaventata, urlò al venditore di gelati: io qui non verrò mai più. Così il venditore chiuse e lì per lì la mamma pensò che sarebbero scomparsi anche i gelati. Ma dopo qualche tempo un nuovo venditore arrivò in piazza: faceva dei coni buonissimi. La mamma aspettò che il bambino avesse finito di lavare i piatti e gli disse: andiamo, ti comprerò un gelato. Non vedo l'ora, mamma.
di donma , mercoledì 24 settembre 2008 8.45

La perfezione di una domanda affettuosa

di donma , mercoledì 24 settembre 2008 7.44
Concordo,
ma bisogna sempre arrivarci
solo perché economicamente conviene (a qualcuno)?!
don Geremia Chisciotte

 

Le imprese Sono 30 mila, 56 mila gli addetti. anche 2.500 stabilimenti termali
Industria del benessere, è record. Merito della crisi, voglia di tenerezza
Nel 2007 gli italiani hanno speso 16 miliardi fra massaggi, Spa e maschere di bellezza, 275 euro a testa
Il relax di un massaggio agli olii essenziali, il piacere di un bagno nell'acqua sulfurea, la spensieratezza di una ciabattata a bordo vasca in attesa di una maschera alla vitamina C. (...) La cosiddetta industria del benessere. (...) Negli ultimi tempi la crescita del giro d'affari (più 15 per cento l'anno) è stata così marcata da sostenere un settore, quello del turismo, che naviga in acque difficili. Dicono le statistiche che nel 2007 — fra massaggi, spa, beauty farm e centri benessere — gli italiani hanno speso 16 miliardi di euro. Un numero troppo freddo per farsi un'idea? Quei 16 miliardi rappresentano il 2 per cento della spesa annua per consumi delle famiglie italiane. La metà di quello che ogni anno se ne va tra bistecche e fettine, insomma di quello che gli italiani tirano fuori dal borsellino per portare in tavola un piatto di carne. La spesa a persona è di 275 euro l'anno. (...) Secondo una recente ricerca del Censis è l'8,7 per cento degli italiani a frequentare più o meno regolarmente le cosiddette strutture per la cura del corpo. Roba da ricchi ma non solo: la settimana nella beauty farm in Trentino resta un privilegio per pochi, ma il massaggio rilassante nel fine settimana, magari dall'estetista all'angolo, è una pratica che si diffonde sempre più. Forse sta proprio qui il segreto di questo anomalo boom in tempi di magra: chi non ha problemi spende più di prima, chi deve fare i conti per non finire in rosso qualcosina la spende comunque. E il volume d'affari cresce, producendo non solo pelli lisce e facce rilassate ma anche un buon numero di posti di lavoro. (...)
Solo moda? «Dopo l'attentato alle Torri gemelle dell'11 settembre — dice Domenico Scafoglio, professore di Antropologia all'Università di Salerno — in tutto il mondo occidentale è stato registrato un aumento del consumo di cibo». Cosa c'entrano il cibo e le Twin towers? «C'entrano perché ogni trauma ha bisogno di una consolazione. E se la paura del terrorismo ci ha fatto mangiare di più, i tempi difficili che viviamo, dal punto di vista economico, ci spingono alla ricerca del benessere in tutte le sue forme, dal cibo salutista alla palestra, fino alle terme e ai massaggi». Piacere del corpo, piacere per la mente. Non è un caso se oggi, al Salone internazionale del benessere che si apre ad Ischia, prenderà la parola il filosofo Aldo Masullo. Lui parla della necessità di una «svolta etica ed educativa delle imprese del benessere». (...) «Non bisogna considerare il benessere solo nella sua espressione più piattamente consumistica — dice Masullo — e cioè come l'imitazione dei modelli che ci arrivano dalla tv. Il benessere è sempre stato un grande tema del pensiero filosofico. Nel momento in cui tratto bene il mio corpo non sto solo curando uno strumento di prestazioni produttive ma sto facendo il primo passo verso la cura della mia intimità, della mia mente, del mio rapporto con il mondo». Ce ne rendiamo conto quando ci sdraiamo sul lettino per un massaggio o quando chiudiamo gli occhi primi di immergerci in acqua? «Nella maggior parte dei casi no — sostiene il professore — e proprio per questo serve una svolta etica ed educativa, come miglioramento dell'uomo e superamento della sua attuale condizione». Se noi non siamo consapevoli, gli stregoni del marketing se ne sono accorti da un pezzo. I massaggi sono rivitalizzanti, le tisane riequilibranti, le pubblicità di beauty farm e affini parlano più di mens sana che di corpore sano. Del resto quale prodotto si vende meglio della felicità? (...) L'antropologo Scafoglio: «Ogni trauma ha bisogno di una via di uscita. Dopo l'11 settembre in tutto il mondo occidentale c'è stato un aumento del consumo di cibo. Oggi i tempi difficili che viviamo dal punto di vista economico ci spingono all'evasione del benessere».
di donma , martedì 23 settembre 2008 14.39
Se qualcuno avesse dei dubbi sulle distruzioni prodotte dall'alcool, guardi con rispetto e pudore queste dodici foto, dietro le quali stanno migliaia di vite.
La vita di Naomi, una donna giamaicana residente a Londra, ritratta nelle foto di Jacopo Quaranta, fotografo e suo vicino di casa, per immortalare gli effetti dell'alcol nell'esistenza di una persona. Il continuo ricorso alla bottiglia ha fatto perdere a Naomi gli affetti, gli amici e anche la figlia, portata via dall'assistenza sociale. Alla fine l'alcol le ha anche tolto la vita, investita da un furgone mentre attraversava la strada ubriaca.
di donma , martedì 23 settembre 2008 14.29

Quando posso venire a ritirare il certificato?
di mons. Mario Delpini
Avvenire - Milano 7 - 30.03.08

«Il mio Luca deve sposarsi, signor parroco. Gli serve un certificato di battesimo». «Ah, bene! Glielo preparo per domani. Un bravo ragazzo il suo Luca. È un pezzo che non lo vedo. Potrebbe venire Luca a ritirarlo, così scambiamo due chiacchiere». «Lei è molto gentile, signor parroco, ma Luca è tanto preso in questo momento. I preparativi, i parenti, i mobili... Quando posso venire a ritirare il certificato?». «La segreteria parrocchiale è aperta domani pomeriggio dopo le tre. Però mi farebbe piacere rivedere Luca. Magari domenica. Il corso per la preparazione al matrimonio dove lo fa?». «A dire la verità non lo so: Luca è molto occupato. Poi domenica vanno a sciare, sa com’è: abbiamo la casa in montagna. Ma non posso venire di mattina a ritirare il certificato? Al pomeriggio di solito non esco». «Può venire un altro giorno, la segreteria è aperta tutti i giorni al pomeriggio. Al mattino sono in giro per gli ammalati. Però, mi scusi, se è tanto impegnato come trova il tempo per andare a sciare?». «Si vede proprio che voi preti non li capite questi giovani. Allora posso mandare la mia amica Gemma per il certificato?». La parrocchia si ridurrà a uno sportello per ogni pretesa?
di donma , lunedì 22 settembre 2008 7.44
Chi scrive messaggini avrebbe inoltre il 91% di possibilita' di sbandare
Studio Gb: mandare sms al volante è peggio che guidare ubriachi
I tempi di reazione si riducono del 35%, percentuale quasi tre volte superiore a quella di chi guida ebbro
LONDRA - Mandare e ricevere sms mentre si è al volante sarebbe molto più rischioso che guidare sotto l’influenza di alcool e droghe. A dirlo è uno studio dell’inglese “Transport Research Laboratory”, secondo il quale usare il cellulare in auto aumenterebbe drammaticamente il rischio di incidente, perché i tempi di reazione in caso di possibile impatto si ridurrebbero del 35%, percentuale quasi tre volte superiore a quella relativa a chi si mette alla guida ubriaco (12%) o dopo aver fumato una canna (21%). Non solo. Stando alla ricerca, quelli che spediscono o scrivono messaggini mentre guidano avrebbero pure il 91% di possibilità di sbandare con l’auto, contro il 35% dei consumatori di cannabis, e pure la capacità di mantenere una distanza di sicurezza subirebbe un crollo vertiginoso se il guidatore è impegnato a “giocare” con il suo cellulare. (...) «Quando si inviano o ricevono messaggini, ci si distrae per forza, perché bisogna togliere le mani dal volante, si deve cercare di leggere il testo sul display e bisogna poi pensare a come eventualmente rispondere – ha spiegato Nick Reed, a capo dell’equipe che ha condotto la ricerca – e questa combinazione di fattori influenza notevolmente la capacità di reazione del conducente e il controllo stesso della vettura, aumentando così per l’automobilista i rischi di incidente rispetto a quanti guidano dopo aver bevuto alcolici, ovviamente entro il limite legale consentito». In Inghilterra, usare il cellulare alla guida comporta tre punti di penalizzazione sulla patente e una multa di 60 sterline (75 euro), mentre il Dipartimento dei Trasporti ha iniziato una martellante campagna pubblicitaria per ricordare agli automobilisti (e non solo a loro) tutti i pericoli dell’utilizzo del telefonino in auto.

Secondo uno studio riducono del 10 per cento il quoziente d’intelligenza di chi li usa
«Gli sms sono un pericolo pubblico». Gli Usa li vietano a chi sta nel traffico
La distrazione dovuta ai messaggi per chi è al volante è molto superiore a quella dovuta alle telefonate
WASHINGTON – Molti se non tutti i cinquanta Stati americani si accingono a limitare o vietare l’invio di sms, messaggi telefonici al cellulare, mentre si è alla guida di un veicolo, o si attraversa la strada in pieno traffico, o anche solo si cammina sul marciapiede. (...) Non esistono statistiche sui comuni, le province, le regioni e gli Stati che hanno adottato eguali misure ma il trend è irreversibile: secondo il ministero dei trasporti, i messaggi ai cellulari di chi è al volante causano ormai più incidenti mortali delle telefonate. La Wireless association quantifica l’uso degli sms in America: in media sono 357 a testa al mese contro 204 chiamate (per i ragazzi dai 13 ai 18 anni - e in molti Stati americani si prende la patente a 16 – la media mensile degli sms è addirittura di 1.742). Rileva inoltre che la distrazione dovuta ai messaggi per chi è al volante è molto superiore a quella dovuta alle telefonate. (...) Il deputato sottolinea che gli sms sono vietati in molti cinema, in molte palestre sportive e così via: «Non capisco perché siano ancora permessi a chi guida l’auto o a chi cammina in mezzo al traffico». (...) Sono un pericolo pubblico, ha scritto il New York times, osservando che le persone sbattono persino l’una contro l’altra sui marciapiedi, e non vedono gli ostacoli.
di donma , sabato 20 settembre 2008 18.21

Meglio che comandare

di Massimo Gramellini
Cibo, migrazioni, energia: sfide epocali incombono sul pianeta Terra, ma la lettura dei giornali consente di seguire passo dopo passo le strategie con cui i politici di tutto il mondo hanno deciso seriamente di affrontarle. Dunque: Rachida Dati, ministra del presidente Sarkò (quello famoso per aver divorziato da Cecilià e sposato Carlà) è incinta di un uomo misterioso che qualcuno sostiene possa essere addirittura Aznar, l’ex premier spagnolo la cui figlia ha sposato il banchiere Agag, amico di Flavio Briatore, il quale quest’estate si è unito in matrimonio con Elisabetta Gregoraci ma ha litigato con Daniela Santanchè che flirta politicamente con Berlusconi, accusato da Sabina Guzzanti di aver flirtato, non solo politicamente, con le sue ministre, peraltro apparse su diverse copertine nell’atto di baciare con passione i loro fidanzati: giovani e tosti, ma mai quanto l’esquimese che ha messo incinta la figlia diciassettenne della vice di McCain, Sarah Palin, di cui si sussurra che abbia, o abbia avuto, un amante che forse è Aznar, o Sarkò, o un Briatore dei ghiacci alla guida di una Renna(ult), o magari lo stesso McCain, che però potrebbe anche vivere una intensa e travagliata love story con Barack Obama e anzi mentre scriviamo sta già circolando la voce che i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti abbiano avuto un figlio in provetta, Michael Jackson. Vi terremo informati.
di donma , sabato 20 settembre 2008 6.41
Auguri di cuore a tutti i Consigli Pastorali Parrocchiali
e ad ogni altra forma di sapiente "Consigliare".


L'ordine del giorno del consiglio pastorale
di mons. Mario Delpini
Avvenire - Milano 7 - 03.02.08

«Dov’è finito l’ordine del giorno del consiglio pastorale?». Il consigliere, che è già in ritardo, cerca invano nel mucchietto di posta il foglio recapitato da qualche giorno. Dà la colpa alla moglie, che per mettere ordine rende irreperibile quello che serve. La moglie dà la colpa a lui, che vive nella confusione e nella frenesia degli impegni e non si ricorda dove mette le cose. «Beh! Ce lo leggerà il segretario!». Che cosa dice il foglio con l’ordine del giorno dimenticato tra lettere e giornali? Il povero ordine del giorno sospira e si lamenta. Si lamenta perché il suo smarrimento significa che il consigliere non l’ha letto, se non forse con una rapida occhiata. Significa che sui diversi punti all’ordine del giorno non ha potuto fermarsi a pensare, di certo non ha sentito il parere di nessuno, non ha raccolto documentazione né si è fatto un parere personale. Significa che se interviene nel dibattito è per un intervento deciso sul momento, sollecitato da questo o da quello. Forse però starà zitto, come tanti consiglieri che non hanno consigli da dare. Così la riunione finisce prima. Ma sarà servita a qualche cosa?
di donma , venerdì 19 settembre 2008 15.42

Un sito interessante dei movimenti antimafia:
http://www.ammazzatecitutti.org/

di donma , venerdì 19 settembre 2008 7.39
E' il giorno dei commenti alla fine della trattativa
per dare un nuovo assetto alla società Alitalia.
Un dramma pluridecennale che non ha certo bisogno del mio intervento.
Però una parola posso scriverla,
su ciò che sembra oggetto di polemica su tutti i giornali:
l'esultanza di alcuni dipendenti all'annuncio del "non-lieto-fine".
Certamente la tragica situazione occupazionale di migliaia di persone non può far esultare
e molte famiglie in queste settimane saranno in angoscia,
specie quelle che nemmeno nei tempi d'oro avevano lucrato sull'azienda.
Non posso nascondere, però, che non aver piegato la testa
alla supponenza di una proposta "prendere o lasciare",
mi fa rendere omaggio a chi l'ha fatto per principio e non per stupida arroganza.
Neanche in questo caso abbiamo visto gli uomini di mediazione di cui abbiamo bisogno;
forse abbiamo incrociato qualche buon ragioniere dei conti...
ma anche i numeri sono stati girati e rigirati a piacimento.
Tant'è che ora si può tranquillamente dare la colpa all'una e all'altra delle parti,
sicuri di avere almeno una parte di ragione.
Purtroppo si sa chi sarà lasciato a casa dal lavoro,
e non sarà chi avrebbe dovuto avere - come compito e come passione -
di avere a cuore il bene di tutti, specie di coloro che rischiavano di più.
E ha fallito, alla faccia dell'"Adesso intervengo io e sistemo tutto al più presto".
Onore a chi davanti ad un futuro incerto ha preferito andarci a testa alta.
di donma , venerdì 19 settembre 2008 7.11
di Massimo Gramellini
Qualcuno si stupirà che lo scriva proprio io, dal basso delle mie 25 righe, ma stiamo morendo di troppa brevità. Nella civiltà delle immagini alla parola è rimasto un unico ruolo: quello di didascalia. Ormai persino gli sms sembrano comizi. Va un po’ meglio ai cartelli di protesta e ai cori da stadio, eppure la comunicazione contemporanea richiede frasi ancora più brevi, meglio se con riferimenti erotici, capaci di galleggiare per qualche tempo sopra le chiacchiere smozzicate che televisioni, computer e giornali ci rovesciano addosso di continuo. «Yes we can» (Obama). «Pitbull col rossetto» (Sarah Palin). «Ho fatto sesso in tutti gli Stati degli Usa» (questa non è Sarah Palin, ma l’attrice Eva Mendes, ieri). «Presidente, da lei mi farei toccare» (santa Valentina Vezzali, patrona degli arrivisti, mentre fa un fioretto a Berlusconi). Chiunque provi a tessere un ragionamento o ad avventurarsi sul terreno minato della consecutio temporum viene considerato un tipo bizzarro e palloso. Non c’è tempo per ascoltarlo, non c’è voglia, non c’è spazio nei nostri cervelli saturi. Anche del passato si tramandano soltanto i frammenti: «Panta rei», «L’Etat c’est moi», «I have a dream». Gli scrittori sopravvivono sulle carte dei cioccolatini, purché abbiano coniato qualche battuta memorabile: Oscar Wilde e Flaiano surclassano Gadda e Dostoevskij. Ogni frase-slogan viene estrapolata dal contesto e vive una vita propria, spesso antitetica alle intenzioni dell’autore. La morale di tutto ciò? È un discorso lungo. Appena riesco ad accorciarlo, ci incarterò un cioccolatino.

  

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Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione.
Edmund Burke
Ma per noi non si tratta semplicemente di sogni. O se proprio si vuole, dei sogni di Dio, più lucidi di qualsiasi veglia.
Olivier Clément

«Tutto vale la pena, se l'anima non è piccola».
Fernando Pessoa
Il cioccolato è la prova che Dio vuole bene all'uomo.

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"La nostra volontà di crescere è la stessa del primo giorno"

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TEOLOGIA
Giuseppe Colombo, Un'isola teologica. La teologia di Carlo Colombo, pp.140

SPIRITUALITA'
Carlo Maria Martini, Il coraggio della passione, pp. 165
Carlo Maria Martini, Il Dio vivente. Riflessioni sul profeta Elia, pp. 176

LETTERATURA
Adriana Zarri, Quaestio 98. Nudi senza vergogna, pp. 440

SAGGISTICA
Jean-Luc Marion, Il fenomeno erotico, pp. 286
Serena Zoli, Storie di ordinaria risurrezione (e non). Fuori dalla depressione e altri "mali oscuri", pp. 406

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A causa di un disguido nel backup del sito, invece di ripristinare la versione del 1 maggio, è stata ripristinata quella del 1 aprile 2011. Sono quindi andati perduti tutti i post del mese di aprile (quaresima e pasqua). Ci scusiamo con i naviganti. Cercheremo di riproporre alcuni dei materiali nei prossimi giorni.

News Riduci
Abbiamo aderito al progetto Zero Impact Web
Nonostante abbia fatto già molto per ridurre le emissioni di CO2, anche Internet inquina. Secondo un rapporto di Greenpeace, con il tasso di crescita di oggi, nel 2020 i data center e le reti di telecomunicazione consumeranno circa 2.000 miliardi di kilowattora di elettricità, oltre il triplo del loro consumo attuale. Ecco perché abbiamo deciso di aderire a Zero Impact Web e fare la nostra piccola parte per contrastare il riscaldamento globale. Le emissioni derivanti dalle vostre visite verranno compensate attraverso la creazione e tutela di foreste in crescita. E' una piccola azione che se fatta da molti aiuta a creare consapevolezza e fare del bene all’ambiente. E soprattutto vi permette di navigare tra queste pagine in piena tranquillità! Le emissioni generate da questo sito sono compensate dalla creazione e tutela di foreste in crescita in Costa Rica.

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 Le risposte del card. Martini
ai lettori del Corriere della Sera,
ogni ultima Domenica del mese.


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